Le benne noristiche consumate sull’elevatore perdono prodotto, si piegano e fermano il sollevamento del grano proprio nel periodo di punta della stagione, quando il fermo e’ piu’ costoso. Le benne metalliche arrugginiscono e si ammaccano per gli urti, quelle in plastica si scheggiano al gelo. Le benne in poliuretano dallo stabilimento TIMOL si consumano 10 volte piu’ lentamente della gomma e al tempo stesso smorzano elasticamente gli urti al carico. Analizziamo dove il poliuretano vince in cifre, come la benna sta nel nodo dell’elevatore e come ordinare la produzione nella propria misura.
Destinazione e vantaggi delle benne noristiche in poliuretano
Le benne noristiche catturano il materiale sfuso dal basso e lo sollevamo verticalmente sul nastro o sulla catena dell’elevatore. La principale esigenza verso di esse e’ la durata sull’abrasivo e la resistenza agli urti alla raccolta. Il poliuretano chiude entrambe: si consuma 3-5 volte piu’ lentamente della gomma e restituisce elasticamente l’energia d’urto invece di piegarsi come il metallo.
Il poliuretano colato lavora nell’intervallo da -60 a +100 °C, quindi uno stesso tipo di benna e’ adatto sia per l’elevatore freddo in inverno sia per i materiali minerali sfusi caldi. Il materiale non corrode nel grano umido, non assorbe odori e non contamina il prodotto, e il peso ridotto abbassa il carico sul nastro e sul motore dell’elevatore. Grazie alla resistenza alla trazione fino a 39-87 MPa il bordo della benna non si sfrangia sotto il flusso di abrasivo.
Importante e’ anche il comportamento della benna in caso di inceppamento d’emergenza. La benna metallica inceppata si piega e strappa il fissaggio, quella in plastica rigida si scheggia. La benna in poliuretano si deforma elasticamente e recupera la forma, quindi sopravvive ai sovraccarichi che per altri materiali significano la rottura. Questo riduce il rischio di un guasto a cascata, quando una benna ammaccata aggancia quelle vicine e mette fuori uso un’intera fila dell’elevatore proprio nel momento di massimo carico.
Confronto del poliuretano con caprolone e acciaio
La differenza e’ piu’ chiara sui parametri standard. Qui il poliuretano e’ confrontato con il caprolone, comune plastica strutturale per benne, e l’acciaio al carbonio secondo i dati DIN 53516 e Matweb.
| Parametro | Poliuretano colato | Caprolone (PA6) | Acciaio al carbonio |
|---|---|---|---|
| Abrasione per DIN 53516 | 38-39 mm³ | 30-90 mm³ | n/d |
| Temperatura di lavoro | -60…+100 °C | -40…+100 °C | -40…+500 °C |
| Densita’ | 1,05-1,25 g/cm³ | 1,13-1,15 g/cm³ | 7,7-7,9 g/cm³ |
| Res. alla trazione | 39-87 MPa | 60-85 MPa | 370-700 MPa |
| Resilienza al rimbalzo | 34-61% | 5-15% | n/d |
Il caprolone e’ piu’ robusto alla trazione, ma il suo rimbalzo e’ solo del 5-15% contro il 34-61% del poliuretano: la plastica rigida non smorza l’urto, ma si scheggia al carico brusco e al gelo. Per l’abrasione DIN 53516 il poliuretano perde 38-39 mm³ contro 30-90 mm³ del caprolone, cioe’ sul grano abrasivo dura di piu’. L’acciaio pesa 6-7 volte di piu’ e arrugginisce, quindi la benna metallica carica il motore dell’elevatore e contamina il prodotto con la ruggine.
Vale la pena considerare anche l’assorbimento d’acqua. Il caprolone assorbe umidita’, dal 2 all’8% in massa, e sul grano umido cambia gradualmente le dimensioni e si deforma, mentre il poliuretano non ne risente e mantiene la geometria del bordo in modo stabile. Per l’elevatore questo significa che la benna in poliuretano non comincera’ a sfregare contro il corpo dell’elevatore dopo alcune settimane di lavoro in un mezzo umido. Insieme all’assenza di corrosione e alla maggiore resilienza questo rende il poliuretano una scelta equilibrata proprio per il sollevamento verticale di materiali sfusi, dove la benna contemporaneamente raccoglie l’abrasivo e riceve l’urto.
Dove si usano le benne noristiche in poliuretano
Le benne noristiche in poliuretano lavorano principalmente negli elevatori e nella produzione di mangimi composti, dove ogni giorno transitano tonnellate di grano, semi e granuli. Nell’industria alimentare si apprezza che il materiale non contamina il prodotto e si pulisce facilmente. Nell’industria mineraria e metallurgica le benne in poliuretano sollevano materiali minerali sfusi abrasivi, dove il metallo si consuma in mesi.
Grazie alla resistenza all’umidita’ e alla chimica le benne sono adatte anche per i mezzi aggressivi delle produzioni di lavorazione. L’elenco completo dei prodotti tipici per i sistemi trasportatori e di elevatori e’ nel catalogo dei prodotti, e per l’elevatore specifico la benna viene colata nelle misure del cliente.
Accanto alle benne stesse si converte al poliuretano anche i pezzi di corredo dell’elevatore: rivestimento dei piedi di carico, raschiatori per la pulizia del nastro, guarnizioni e rivestimenti dove l’abrasivo consuma il metallo. Quando l’intero percorso e’ fatto con lo stesso materiale resistente all’usura, la durata del nodo cresce in modo uniforme e non si verifica la situazione in cui le benne sono ancora integre ma la scarpa consumata sta perdendo prodotto. Tale transizione complessa e’ particolarmente giustificata sugli elevatori con alta produttivita’ giornaliera, dove ogni ora di fermo e’ costosa.
Consiglio dell’ingegnere: nel scegliere la durezza della benna orientarsi non solo sull’abrasivita’ del prodotto, ma anche sulla temperatura del carico. Per l’elevatore freddo non scegliere una marca troppo rigida: al gelo il materiale rigido smorza peggio l’urto della raccolta. L’ottimo di solito e’ nella meta’ dell’intervallo di durezza, e per i materiali minerali sfusi puramente abrasivi si prende la parte alta della scala Shore A, 80-95 Shore A.
Produzione, montaggio e manutenzione
Le benne si colano con il metodo della colata libera: il poliuretano liquido viene colato nello stampo dove polimerizza e raggiunge la durezza definita. Questo consente di riprodurre qualsiasi geometria del bordo e del fissaggio senza costosi stampi di pressatura, quindi e’ vantaggioso anche la produzione di una partita per un singolo elevatore. La benna pronta passa il controllo dimensionale per l’accoppiamento al nastro o alla catena.
Le benne si montano con fissaggio standard: con bulloni attraverso i fori pronti al nastro o con speciali morsetti alla catena dell’elevatore. Il peso ridotto semplifica la sostituzione in quota manualmente. La manutenzione si riduce all’ispezione del bordo per l’usura, al controllo del serraggio dei bulloni e alla tempestiva sostituzione della fila di benne prodotte, finche’ la benna consumata non ha cominciato a perdere prodotto.
Alla progettazione della sostituzione e’ opportuno concordare subito il passo dei fori e lo spessore della parete per il fissaggio al nastro esistente, affinche’ le nuove benne si mettano nei posti standard senza modificare l’elevatore. Se le benne metalliche esistenti sono gia’ deformate, si prende come campione il disegno e non il pezzo ammaccato, per riprodurre la geometria corretta. Questo e’ un dettaglio che risparmia tempo al montaggio ed esclude inclinazioni che accorciano la durata.
Come ordinare le benne noristiche in poliuretano
Per avviare la produzione, inviare allo stabilimento il disegno della benna o il campione del pezzo esistente con le misure e descrivere le condizioni: tipo di prodotto, sua abrasivita’, temperatura e velocita’ dell’elevatore. Con questi dati il tecnologo sceglie la durezza e calcola la geometria per il vostro nodo. Lo stabilimento TIMOL produce benne sia nei tipi dimensionali standard sia completamente su disegno individuale.
Prima della stagione di alto carico e’ opportuno ordinare le benne in anticipo e avere una fila di scorta in magazzino, affinche’ la sostituzione della fila prodotta non coincida con il picco del conferimento del grano. Le benne in poliuretano si conservano a lungo senza cambiamento di proprieta’, quindi tale riserva non si deteriora e assicura contro il fermo quando il tempo e’ prezioso. Questa e’ la pratica standard per gli elevatori che pianificano la manutenzione invece di reagire ai guasti.
La consulenza e il calcolo del costo si possono ottenere tramite la pagina contatti dello stabilimento, e le informazioni sulle proprieta’ del materiale nella sezione informazioni. Piu’ precisamente viene descritta la modalita’ di lavoro dell’elevatore, piu’ a lungo lavoreranno le benne senza sostituzione e meno saranno i fermi non pianificati nella stagione.
